I nostri consigli

Muta autunnale: consigli ed errori da non sottovalutare
Con l'allungarsi delle ore di buio, il mantello di cani e gatti comincia a rinnovarsi per prepararsi al freddo. La muta autunnale è un fenomeno fisiologico, ma la gestione quotidiana fa la differenza tra un cambio di pelo ordinato e situazioni che meritano attenzione.
Perché avviene la muta e quanto può durare
Il ricambio del pelo è regolato soprattutto dal fotoperiodo, cioè dalla quantità di luce percepita ogni giorno, più che dalla temperatura esterna. Negli animali che vivono prevalentemente in casa, esposti a luce artificiale, la perdita di pelo tende a distribuirsi in modo più costante durante l'anno, mentre per chi vive all'aperto la muta resta più marcata nei cambi di stagione.
La durata non è uguale per tutti gli animali: dipende da razza, età, tipo di mantello e stile di vita. Una perdita diffusa, accompagnata da pelle sana e ricrescita uniforme, è normale; diverso è il caso di chiazze prive di pelo o di un processo che si protrae senza miglioramenti per diverse settimane.
Spazzolatura: l'errore più comune è farla di rado
La spazzolatura regolare resta il gesto più utile durante il cambio di mantello: rimuove il pelo già staccato, riduce i nodi e permette di controllare lo stato della pelle. Molti proprietari sbagliano proprio qui, spazzolando solo quando notano troppo pelo in casa, invece di mantenere un'abitudine costante.
Alcuni punti da considerare:
-
animali a pelo lungo o con sottopelo denso beneficiano di una spazzolatura quasi quotidiana;
-
animali a pelo corto richiedono passaggi più diradati nella settimana;
-
lo strumento va scelto in base al tipo di mantello: cardatori, pettini a denti larghi o rastrelli per il sottopelo hanno funzioni diverse;
-
l'uso aggressivo o troppo frequente di strumenti "deshedding" può irritare la cute invece di aiutarla.
La tecnica conta quanto la frequenza: procedere su piccole zone, seguendo la direzione del pelo, evita di arrossare la pelle o creare fastidio all'animale.
Il bagno non accelera la muta, anzi può ostacolarla
Un errore frequente è pensare che più bagni significhino meno pelo in casa. In realtà, lavaggi troppo ravvicinati o con prodotti non adatti possono alterare la barriera cutanea e favorire secchezza o irritazione. Un bagno occasionale, con uno shampoo formulato per cani o gatti, può aiutare a smuovere il pelo morto, ma non sostituisce la spazzolatura e non deve diventare una routine troppo frequente.
Nel gatto il discorso cambia ulteriormente: la toelettatura autonoma occupa già gran parte della giornata, quindi il bagno non rappresenta di norma uno strumento necessario per gestire la muta.
Alimentazione e boli di pelo: cosa osservare davvero
Un'alimentazione completa fornisce i nutrienti utili anche alla salute della cute e del pelo, ma nessun alimento può bloccare un ciclo di muta fisiologico già in corso. Attenzione, piuttosto, a un errore tipico: aggiungere integratori "alla cieca" senza individuare la reale causa di un mantello opaco o fragile, oltre che inutile, in alcuni casi può essere dannoso.
Nei gatti, la maggiore quantità di pelo ingerita durante la pulizia può favorire la formazione di boli; spazzolare con regolarità riduce questo rischio. Episodi occasionali di rigurgito possono capitare, ma vomito frequente, perdita di appetito o malessere non vanno attribuiti automaticamente alla muta.
Quando è utile il parere del veterinario
Alcuni segnali non dovrebbero essere ricondotti alla semplice stagionalità:
-
chiazze completamente prive di pelo;
-
prurito intenso o leccamento insistente di una zona;
-
pelle arrossata, con croste o odore insolito;
-
perdita di peso o cambiamenti del comportamento;
-
una muta molto diversa, per intensità o durata, rispetto a quelle precedenti.
In questi casi è il veterinario a poter distinguere un normale ricambio da una causa dermatologica o sistemica, valutando se siano necessari ulteriori accertamenti.
Se vuoi saperne di più sulla muta autunnale di cane e gatto, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.
